[REQ_ERR: OPERATION_TIMEDOUT] [KTrafficClient] Something is wrong. Enable debug mode to see the reason. Streets of… http://streetsof.org?lang=it A video-sound installation art project Mon, 28 Mar 2011 15:51:39 +0000 it hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.12 Mentre sto nella vecchia Medina http://streetsof.org/2011/03/26/mentre-sto-nella-vecchia-medina/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mentre-sto-nella-vecchia-medina http://streetsof.org/2011/03/26/mentre-sto-nella-vecchia-medina/?lang=it#respond Sat, 26 Mar 2011 13:31:23 +0000 http://streetsof.org/?p=1205 Continue reading ]]> 08/03/2011
Sono arrivata a Tangieri nel momento cruciale della rivoluzione della gente del Medio Oriente.

Sono le 7.30 e sento l’urlo delle masse Arabe che piangono per la loro liberta’ dai regimi corrotti di Tunisia, Egitto, Libia, Bahrain e Yemen. Le loro voci corrono lungo le stradine della vecchia Medina. La rivoluzione ha colpito anche qui?

Clicca su suono: News from Libya

I suoni delle televisioni salgono dai piccoli caffe’ nelle strade fino alla mia stanza attraverso le finestre chiuse, mescolati con il frastuono proveniente dalla zona in costruzione del porto. Scopro le ultime notizie quando scendo al Café Centrale. Le televisioni sono tutte sintonizzate sulla Libia. Le persone sono incollata agli schermi, fanno commenti e scuotono la testa di fronte alle immagini dei dimostranti colpiti a morte nelle strade degli stati vicini.

Cosi’, eccomi qui, che sorseggio il mio caffe’ cercando di dare un senso a tutte le cose imparate nelle ultime 48 ore. Mohamed, il giovane uomo che lavora come cameriere al Café comincia a parlarmi in Francese. Mi mostra un foglio con le notizie della gente Marocchina che e’ stata rimpatriata dalla Libia nello stesso giorno del mio arrivo.

Chiedo se sia possibile andare al porto nuovo e fare delle foto li’. Mi dice che ho bisogno di un permesso speciale e non e’ facile ottenerlo. Perche’ dovrei voler filmare li’?

Non ne sono sicura. Credo di saperlo … ma poi, come cullata dalla mia sedia, mi ritrovo da un’altra parte, i miei occhi fissi sul lento, costante movimento della gente che passa attraverso le strette viuzza e piazze della vecchia Medina. Io devo essere li’.

Mohamed viene a sedersi vicino a me e mi mostra un articolo nel giornale locale che aggiunge un altro po’ di informazioni su Tangeri.

Apprendo che questa e’ la prima citta’ del Marocco con un telegrafo, un centro telefonico e un ufficio postale. Dico a Mohamed “questo e’ un porto di comunicazioni!”. Annuisce sorridendo e disegna una mappa della citta’ per aiutare il mio orientamento.

Sono rimasta seduta per ore e ora sento l’urgenza di imbracciare la mia macchina fotografica e fare un po’ di ricerca visiva.

Cammino in giro e non ci sono problemi ma posso percepire la resistenza della gente quando mi avvicino con la mia macchina fotografica. C’e qualcosa riguardo questo processo di cui non sono ancora sicura…

Credo di aver bisogno di rilassarmi. E magari e’ meglio continuare ad ascoltare, indugiare sui suoni. Le immagini arriveranno. Abbiamo bisogno di tempo…

Clicca su suono: Kuran

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Di ritorno a Londra http://streetsof.org/2011/03/24/di-ritorno-a-londra/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=di-ritorno-a-londra http://streetsof.org/2011/03/24/di-ritorno-a-londra/?lang=it#respond Thu, 24 Mar 2011 19:38:07 +0000 http://streetsof.org/?p=1202 Continue reading ]]> 20 Marzo

E difficile descrivere i miei sentimenti in questo momento. Com’ e’ possibile che la mattina sia seduta al caffé del Petit Socco nella vecchia Medina e poche ore dopo mi veda sfilare case vittoriane lungo le rotaie del treno che mi riporta a casa?

Dove e’ casa?

Il mio spirito si muove piu’ lentamente del corpo.

Gli occhi sono ancora pieni della luce del sole riflessa sui muri bianchi delle antiche costruzioni che guardano lo Stretto di Gibilterra.

Stamattina mi sono alzata alle 4. Come al solito all’adhan e’ seguita la sveglia del gallo ad annunciare l’alba del mio ultimo giorno a Tangieri. Ancora assonnata mi sono alzata, sono inciampata tra le valigie, ho acceso il mio registratore e sono tornata a dormire. In un certo senso mi sono ormai abituata a questo canto, alla potenza del suo messaggio subliminale che affonda nella coscienza all’ora di massima intensita’ spirituale della giornata.

Non voglio alzarmi. Non sono pronta a lasciare la mia stanza, sedermi al Café’ Centrale per la prima colazione, pagare la stanza e prendere il taxi per l’areoporto! Non sono pronta a salutare a questo luogo. Ho appena iniziato a sentirmi parte della sua vita quotidiana, pronta ad iniziare la mia attivita’ creativa mentre le persone si preparano a protestare per i loro diritti nelle strade. Oggi ci sara’ una manifestazione pubblica e io saro’ sul mio aereo…

Fuori e’ ancora buio. Il mio corpo affonda nello scomodo materasso a molle. Il mio sguardo interiore si posa sulle colline che si affacciano sulla citta’ e le sue intricate viuzze.

L’ultima settimana a Tangieri e’ stata intensa. Ho conosciuto Mohcine e Rachid, due fotografi il cui lavoro riflette le molte personalita’ di questa complessa citta’.

Ho avuto un breve incontro con Simo, un’artista che lavora con la video arte alla Cinémathèque de Tanger. Ho incontrato i rappresentanti di istituzioni culturali per parlare dell’installazione finale di Streets of… e di attivita’ creative nelle scuole di Tangieri e Londra che spero di realizzare. Ed infine ho conosciuto il Maâlem Abdellah Boulkhair El Gourd, un noto maestro Gnawa che vive a poca distanza dal mio albergo nella vecchia Medina.

Con Abdellah ho trascorso la maggior parte dei miei pomeriggi questa settimana, parlando della storia di Tangeri, delle rivolte nel Maghreb, della tradizione musicale Gnawa, dei sui riti e rappresentazioni visive.

Prima di lasciare Londra avevo fatto delle ricerche su questa materia e discusso del significato della musica Gnawa con Simo, un regista che vive ad Essaouira, e con il quale François mi aveva messa in contatto email. Da lui ho appreso dell’esistenza di una forte relazione tra la musica Gnawa e la pratica spirituale del Sufismo e del fatto che gli Gnawas siano una confraternita che pratica un rito di possessione accompagnato da musica e danza. Questo culto sincretico presenta similarita’ col condomblé Brasiliano (che ho esplorato durante il mio lavoro a Salvador de Bahia), il tarantismo del Sud Italia (che conosco attraverso le feste religiose alle quali ho assistito da bambina) e il Voodoo Africano.

Secondo Simo la musica Gnawa mescola la religione Musulmana con l’animismo Africano. Sebbene sia ancora oggetto di studio da parte di antropologi, si ritiene che i membri di tale culto, gli Gnawas, celebrino una liturgia complessa chiamata lila o derdeba. La cerimonia ricrea il sacrificio originale e la genesi dell’universo attraverso l’evocazione delle sette principali manifestazioni della divina attivita’ demiurgica. La cerimonia e’ guidata dal maâlem (maestro di musica) e dal suo gruppo che esegue una musica speciale che induce i seguaci ad una danza estatica e alla possessione. Durante l’intero rituale notturno i musicisti eseguono una danza acrobatica volteggiante al suono delle krakebs. Ci sono ancora molte lilas che, organizzate come funzioni private dai maestri, mantengono in vita il carattere sacro e spirituale della musica a testimonianza delle presenza ininterrotta di questo culto sincretico nella vita culturale del Marocco.

Nella sua ultima email Simo mi aveva avvisata: “Stai attenta a cio’ che trovi scritto in Internet e persino nei libri su questo argomento perche’ ci sono molti stereotipi e una narrativa falsa riguardo alla discendenza degli gnawas dagli schiavi”. Stando alla versione di Simo i loro antenati, che erano presenti dovunque in Marocco, vennero per lo piu’ dalle armate Haoussa /Bambaras giunte a rinforzare la guardia reale all’epoca del Moulay Ismail, la famosa Guardia Nera, che era l’esercito piu’ vasto in Africa durante il diciassettesimo secolo. Essi avevano giurato fedelta’ e alleanza alla dinastia degli Alaouites da cui risale il loro soprannome Abid El Boukhari, gli schiavi Boukhari. Garantirono cosi’ la pacifica transizione dalla dinastia reale con la loro presenza al servizio del Palazzo. Quando il loro esercito venne sciolto, le families Gnawa che scelsero di rimanere in Marocco iniziarono a praticare attivita’ artigianali (furono fabbri, ma anche falegnami, sarti, etc.) mentre altri divennero musicisti e guaritori preservando in tal modo un’antica tradizione musicale.

Per questo motivo Simo mi aveva suggerito di visitare il Mâalem Abdellah Boulkhair El Gourd fondatore del Dar Gnawa, una organizzazione preposta all’insegnamento, alla pratica e alla promozione della cultura Gnawa.

www.dargnawa.org.

Attendevo con ansia di incontrare Abdellah in persona. E percio’ non mi ha tanto sorpresa il fatto che per puro caso lui sia capitato nella mia foto di Nadia, la giovane donna che avevo ritratto qualche giorno dopo il mio arrivo a Tangeri, mentre scendeva la stretta viuzza che lo conduceva a casa. Questo e’ successo prima del nostro incontro.

Abdellah e’ entrato nell’ obiettivo della mia macchina fotografica ed e divenuto parte del mio progetto prima ancora che me ne rendessi conto.

E’ questo Gnawa?

E’ questa l’essenza del microscopico movimento umano rimasto intatto fra le mura del Petit Socco e che ho imparato ad amare cosi’ tanto?

Sono davvero tornata a casa?

Cos’e’ casa?

Clicca su suono: Extract of Gnawa music by Maalem Abdellah El Gourd

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Arco temporale http://streetsof.org/2010/11/28/582/?lang=it&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=582 http://streetsof.org/2010/11/28/582/?lang=it#respond Sun, 28 Nov 2010 20:50:49 +0000 http://streetsof.org/?p=582 Continue reading ]]>

Alcune settimane fa mi sono imbattuta per caso in una notizia che spiega la ragione dell’arco temporale che ho fissato per il completamento del progetto Streets of … Ma prima di rivelare la scoperta, vorrei ripercorrere alcuni degli eventi che si sono susseguiti negli ultimi anni.

Quando iniziai il progetto nel 2004, ebbi la sensazione che il momento giusto per completare le registrazioni video-sonore nelle sette citta` sarebbe stato giugno 2012. Presi questa decisione ben prima che Londra fosse selezionata per ospitare le Olimpiadi in quello stesso anno. Ovviamente un evento di cosi` grande richiamo dava ulteriore forza ad una decisione che fino a quel punto poteva apparire del tutto irrazionale e istintiva. Le Olimpiadi avrebbero offerto la migliore opportunita` a Londra per condividere il progetto con persone provenienti da tutti i paesi che ho gia’ visitato e da quelli che sono in procinto di visitare come parte di questo viaggio cosi` emozionante. Ero contenta della decisione. Tuttavia, al di la` di queste ragioni, avevo la sensazione che ci fosse qualcos’altro che si celava dietro questa data, qualcosa che ancora non riuscivo a cogliere.

La produzione del primo video, Streets of Naples, aveva avuto luogo all’inizio del giugno 2004. All’epoca ero curatrice del London International Festival of Theatre per il quale avevo creato un contenitore drammaturgico capace di coinvolgere il pubblico intorno al tema del teatro internazionale a Londra. Insieme alle due direttrici artistiche  e ad altri membri  del team creativo decidemmo di invitare un centinaio di persone di diverse eta`, background culturale e professionale a rispondere alla domanda “Cos’e’ il teatro per te?” Questo meccanismo di coinvolgimento pubblico fu concepito per facilitare un processo democratico di espressione creativa su un piano tanto individuale che collettivo. Da qui la mia decisione di buttarmi nella mischia, ponendomi la stessa domanda fatta e offrendo una mia personale risposta.

Fu cosi` che scelsi di filmare la vita a Napoli. Le sue strade erano per me espressione quintessenziale della teatralita` della vita quotidiana. Decisi di tornare li` per un paio di settimane, mi misi in contatto con degli artisti locali e con una piccola telecamera e registratore audio andammo in giro per le strade e i vicoli della citta’ a registrare suoni, movimenti e gesti quotidiani che affondano le loro radici ben oltre il tempo attuale. Posizionata all’incrocio tra culture antiche e moderne, Napoli e` una citta’ che colpisce il visitatore per la sua bellezza mozzafiato, l’arte, i monumenti, ma anche per le innumerevoli manifestazioni di ingiustizia sociale. La sua ‘rappresentazione’ della vita umana, che si esprime al tempo stesso in commedia e tragedia, puo`essere ricondotta a unita’ di movimento e di suono che oltrepassano qualsiasi forma di stereotipizzazione. La mia intenzione era quella di comunicare questa straordinaria esperienza in un installazione di suoni e immagini in movimento della durata di sette minuti e di condividerla con i LIFT Enquiries e il pubblico londinese.

Cio`che ancora non sapevo a quel tempo era che, mentre completavo il montaggio di questo lavoro, era in atto il transito di Venere, un fenomeno molto raro che si verifica quando il Sole, Venere e la Terra sono in perfetto allineamento. Osservato dalla Terra il transito si manifesta attraverso il lento movimento del piccolo disco del pianeta Venere sopra il disco luminoso del Sole nel corso di diverse ore, fino all’incontro finale delle orbite. Ho fatto questa scoperta solo recentemente, lo scorso Settembre, mentre visitavo la mostra di Wolfgang Tillmans alla Serpentine Gallery a Londra. Come si legge nel testo esplicativo delle sue foto del transito, il fenomeno accade in un ciclo regolare di 122 anni, poi dopo 8 anni, dopo i quali ci vogliono altri 122 anni per il successivo e cosi` via. L’ultimo transito e’ accaduto l’8 giugno 2004. Il prossimo avra` luogo il 6 giugno 2012.

Ecco finalmente mi era giunta la spiegazione che avevo cercato per tanto tempo! Ecco la ragione che si celava dietro la mia irremovibile volonta’ di terminare le registrazioni di Streets of… entro giugno 2012, indipendentemente dal fatto che amici e colleghi mi suggerissero di essere piu` rilassata con questo progetto e cona la data di completamento.

Io sono rilassata, questo e` il progetto piu` bello al quale abbia lavorato fino ad ora e se dipendesse da me non lo finirei mai. Nulla ha mai mosso i miei passi e guidato le mie mani come questo atto creativo. Ma ora so perche` il lavoro deve essere terminato in tempo, perche` questo non e` il mio tempo, ma il tempo delle stelle e dei pianeti che ci ruotano intorno. Si, la via e` lunga, ci sono ancora tre citta` da visitare, ma spero di trovare il supporto di cui ho bisogno per proseguire il mio cammino e produrre un risultato che saro` felice di condividere con il pubblico.
L’unica cosa che posso dire al momento e` di tenere d’occhio questo blog. Sono sicura che altri avvenimenti interessanti si avvicenderanno.

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